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1000 fans sulla pagina Facebook!

Oggi ho raggiunto 1000 likes sulla mia Facebook page

Sono felice: oggi ho superato i 1000 fans sulla mia pagina Fb Roberto Ricca Fotografo 🙂

Per l’occasione volevo creare una Facebook cover divertente e curiosando un po’ sul web ho trovato un’app che permetteva di ottenere un puzzle con una tessera mancante. Ho quindi recuperato un’immagine scattatami dal fotografo-gallerista Renato Corsini durante una delle sue mitiche giornate nella sua bellissima casa di Bedizzole. Qui è facile incontrare, riuniti per parlare di fotografia e per mangiare una fetta di salame e bere un bicchiere di vino fotografi come Gianni Berengo Gardin, il più famoso fotografo italiano, insieme ad altri grandissimi come Giorgio Lotti, Uliano Lucas, Nino Migliori, Francesco Cito, Pepi Merisio, Romano Cagnoni..

Quel giorno Renato mi ha chiesto di fare un reportage (ecco qui il link all’articolo) ed ecco spiegato il retroscena dietro a questa foto per me mitica, accanto ai mostri sacri della fotografia italiana. Inutile dire che un ingrandimento di questa foto è appesa accanto alla mia scrivania per ricordarmi di quanto sono fortunato…

Per un sopraggiunto accesso di modestia mi sono “oscurato” sul lato sinistra della foto e ho utilizzato la tessera mancante del puzzle come foto del mio profilo della pagina Facebook.

grandi fotografi italiani, brescia, renato corsini, gianni berengo gardin, nino migliori

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Che sia per uno shooting o per un reportage del tuo evento aziendale sarò felice di risponderti
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Mostra alla Wave photogallery: Matricardi e Noto

Nuova doppia mostra alla Wavephotogallery. Inaugurazione giovedì 6 settembre alle ore 19,00 via trieste 32, brescia

Caterina Matricardi
“Presenze”

“Caterina Matricardi propone elaborazioni fotografiche di assoluto silenzio e di struggente solitudine umana, nella quale si amplifica il frastuono cacofonico del mondo e l’isolamento del soggetto. L’incomunicabilità dei rapporti umani appare quasi una necessità inevitabile della sua pratica artistica, una considerazione tragica dell’esistenza, che l’arte riesce a tramutare in malinconiche visioni di raggelato romanticismo e in luoghi d’attesa di ciò che nel tempo ignoto sta per accadere.
La fotografia si esibisce come strumento veritiero e credibile nel prelievo fedele della realtà, ma nel gioco delle luci, orchestrato dall’artista, bagliori, velature e folgorazioni fulminanti trasformano ogni sagoma umana in entità oscura in cerca di un rapporto tra corpo, spazio e tempo.
Essi appaiono esseri paralizzati nell’ombra impalpabile che li costituisce, essenze di bellezza fragile e anonima che, dunque, sfuggono ad ogni possibile riconoscimento e giudizio. La luce che da sempre è alba del mondo, diventa qui accecamento della vista, riverbero del nulla, sprofondamento nell’abisso o l’ultimo bagliore della morte che corteggia la follia e il pensiero impensabile. La coltre nera fotografica, che nasconde e protegge l’identità degli individui, si oppone ai discreti bagliori che illuminino i colori delle loro sagome, fino ad accompagnarli nei vicoli della malinconia e nell’inconsistenza del reale.
Nella fotografia di Matricardi, dunque, ciò che rimane è un vagare di spiriti, di fantasmi che, nella loro dissolvenza eterea, trattengono la drammaticità della vita e della morte. Il profilo della forma percorre lentamente le sembianze di corpi ormai smaterializzati, mentre la luce trattiene il ricordo, l’ultima impronta di un rapporto negato con il mondo.”
Giampietro Guiotto da “Bresciaoggi”, 22 ottobre 2011

Mario Noto
“Racconti dal Sud”

“Ho voluto realizzare questa serie di scatti, anche per descrivere il posto in cui sono nato e vivo. La Sicilia. Una terra bellissima ma contemporaneamente sfregiata nell’orgoglio da anni di oppressione. Vivo in una cittadina nel centro dell’Isola, una cittadina fatta di gente che reputo perbenista e bigotta. Quel tipo di gente che vedendo uno che sta peggio di loro gli punta il dito addosso,  come fosse un appestato e lo emargina, solo per stare un gradino più in alto nella loro finta scala sociale.”

Mario Noto afferma di essere nato in una “terra maledetta dove non esiste nessuna prospettiva di realizzazione personale”. Questa terra è la Sicilia, posto ingrato che lo spinge giorno dopo giorno ad osservare la gente intorno a lui, ad ascoltarne le storie in cui a volte sembra riconoscersi. Nasce così un lavoro dal forte valore umano. Negli scatti di Noto è possibile leggere infatti le storie dei soggetti che, lungi dal rivolgere semplicemente lo sguardo in  favore di macchina, si raccontano attraverso ritratti regalati con fiducia a chi li ha ascoltati, capiti, e resti protagonisti. Protagonisti di un circo dell’umanità, a metà tra il mondo freak e le visioni di eco felliniano, che ci catapultano nella “società dei vinti” che, abbandonate le regole del vivere civile, danno vita ad un mondo in cui non è difficile trovare, a fianco della dura e reale povertà, una poesia malinconica e coinvolgente.
E Noto è capace di cogliere questa poesia che nasce dalla decadenza in modo impeccabile, forte di essere in qualche modo, uno di loro. Come i soggetti dei suoi scatti infatti Noto sente di condividere il disagio che si prova quando si vive “in un luogo che ami, ma che non ti dà nessuna possibilità di realizzazione personale”. Sarebbe un errore però parlare di pessimismo. La rivincita personale è sempre dietro l’angolo, urlando e dichiarando la propria diversità, il soggetto si riscatta. Fotografo e fotografato si trovano così ad urlare insieme, a spiccare voli che forse si arresteranno in un salto, torneranno forse con i piedi per terra, ma la fotografia ne documenterà per sempre solo il tentativo di staccarsene.

 


wavephotogallery
via trieste 32
brescia
+39 030 2943711
info@wavephotogallery.com / www.wavephotogallery.com
facebook: Wave Photogallery

Mostra fotografica di Pozzoli e Catellani @ Wave Photogallery Brescia

Nuova mostra fotografica Brescia

E’ in arrivo a Brescia la doppia mostra fotografica  di  Susanna Pozzoli e Dario Catellani. Dopo le recenti  esposizioni  di Stefano Pasini e Tom Wool, inaugura venerdì 11 maggio, ore 19.00 alla Wave photogallery di Brescia il lavoro intimista ed incentrato sulla memoria di Susanna Pozzoli e quello più eclettico del fotografo di moda ormai da anni residente a New York.
DARIO CATELLANI
“the red-eye collection”
a cura di Marco Scotti

Il fotografo, attualmente residente a New York, espone questa nuova mostra fotografica a Brescia  negli spazi di Wave Photogallery di Renato Corsini: cinque serie di scatti che raccontano, in quella che può essere definita la sua prima grande mostra monografica italiana, le proprie ricerche e i suoi percorsi attraverso il filo conduttore dei continui spostamenti tra studio, set e città del fotografo contemporaneo, che si ritrova costretto a viaggiare di notte per ottimizzare le ore di lavoro – da qui il titolo – e continuamente immerso in città e spazi che è costretto ad osservare per tempi brevissimi e continuamente in movimento: le sue fotografie raccontano così di metropoli, di corpi e di oggetti attraverso uno sguardo unitario che rende i differenti discorsi straordinariamente coerenti.

www.dariocatellani.com

 

SUSANNA POZZOLI
“passato prossimo”
a cura di Ilaria Bignotti


Quali sono le immagini che la memoria conserva? Quali i ricordi che il tempo non riesce a cancellare? Dove si nascondono le tracce della vita, del lavoro, degli amori e dei drammi di una famiglia? La fotografia di Susanna Pozzoli raccoglie, scatto dopo scatto, un album di immagini che sono parole e pieghe, tracce e segni di un tempo e di uno spazio intimi e personali, eppure, al contempo, collettivi nel loro esporsi e raccontarsi, agli occhi del pubblico. In attesa di un dialogo dove ciascuno è invitato a ricostruire il proprio passato prossimo.

www.susannapozzoli.com

inaugurazione venerdì 11 maggio, ore 19.00 dall’11 maggio al 12 giugno alla wavephotogallery via trieste 32
brescia

 

Wool e Simonazzi – Mostra fotografica a Brescia

Doppia mostra fotografica portata a Brescia dal fotografo Renato Corsini della Wave Photogallery.

Papua Nuova Guinea - Copyright Tom Wool

Con il progetto ONE, il fotografo Tom Wool presenta una selezione di ritratti frutto di una ricerca antropologica e fotografica che lo ha portato nei luoghi più remoti della civiltà, dal Tibet al Kenya, dalla Tanzania al Marocco, dalla Papua Nuova Guinea fino all’Iran e al Venezuela. Il fotografo ha scelto sfondi decontestualizzanti bianchi, che eliminando l’ambiente circostante sospendono il giudizio e mettono in luce il soggetto ritratto e quindi le caratteristiche comuni a tutto il genere umano. È un lavoro di contaminazione tra foto giornalismo e fine art, documentazione e ritratto.

L’altra mostra esposta alla Wave è quella di Paolo Simonazzi: “Mondo piccolo”, un esplicito riferimento all’universo umano creato da Giovannino Guareschi nell’immediato dopoguerra, quei paesaggi e quelle atmosfere della fetta di terra che si snoda lungo le rive emiliane e lombarde del Po, in particolare nelle zone di Parma, Reggio Emilia e Mantova con la saga del parroco Don Camillo e del sindaco comunista Peppone.  Atmosfere quasi metafisiche, congelate nel silenzio nebbioso di questa parte di pianura padana: la campagna, le rogge e il Po, i pioppeti, i cimiteri sotto la neve, le piazze addormentate nella notte, che sarebbero piaciute a De Chirico e a Luigi Ghirri, mentre alcuni ritratti richiamano l’intensità espressiva di quelli di August Sander.

Inaugurazione giovedì 5 aprile, ore 19.00
dal 5 aprile al 3 maggio

wavephotogallery
via Trieste 32
Brescia.

 

Doppia mostra fotografica “Not so far” e “Handmade, only one” – Wave Photogallery, Brescia

Fino al 1° marzo a Brescia ghiotta occasione per ammirare le potenti immagini del fotografo cremasco Stefano Pasini curate da Sandro Iovine, direttore della rivista “Il fotografo” e forse il critico fotografico più acuto oggi in Italia (http://sandroiovine.blogspot.com). Immagini a colori desaturate, scattate al Cairo, in India , in Africa con angoli di ripresa dal basso e in super wide che ti buttano direttamente all’interno della scena.

Copyright Stefano Pasini

Ho apprezzato molto l’uso della post produzione che ha fatto l’autore: con un uso accorto della saturazione e delle vignettature riesce a catturare l’occhio dello spettatore senza scorciatoie banali, aggiungendo pathos e impatto alle immagini. Magari dopo un po’ l’occhio si abitua e alla lunga questi effetti risultano ripetitivi (come nella photogallery di Pasini su Flickr), ma sicuramente sull’immagine singola donano una forza indiscutibile. E concordo anche sulla definizione di Pasini e di Iovine quando parlano di “immagine” e non di “fotografia”: l’importante è trasmettere un’emozione, poco importa se usando una mascheratura in camera oscura o ricreando lo stesso procedimento in Photoshop. Forse un approccio più da “autore” e meno da fotoreporter alla Cartier-Bresson (che non concepiva nemmeno il crop di una foto…) : qui si aprirebbero dibattiti infiniti sulla fotografia come arte o documento e sulla pretesa oggettività dell’immagine fotografica. Argomenti da approfondire in futuro, in un bel post ad hoc. Per chi vuole approfondire segnalo l’articolo interessante sul British Journal of Photography (in inglese) sullo studio di post produzione romano 10b Photography, quello che con la sua post produzione ha contribuito a far vincere 2 World Press photo 2012 a Yury Kozirev e Francesco Zizola.

Comunque, per un amante del foto-giornalismo come me un vero piacere per gli occhi e per la mente, probabilmente la mostra fotografica più bella che ho visto a Brescia negli ultimi anni.

Inoltre, in occasione del finissage della mostra il 1° marzo alle 19 è previsto un intervento del curatore Sandro Iovine che parlerà del lavoro di Pasini.

not so far fotografie di Stefano Pasini a cura di Sandro Iovine

In abbinata alla mostra di Pasini, sempre alla Wave Photogallery di Brescia, è presente la collettiva “handmade, only one” di diversi fotografi, con opere di bonomo faita, flavio bonetti, gianni pezzani, giovanna magri, giuliano radici, joy goldkind, luxardo, manfred h. theupen, paolo gioli, paolo mucciarelli, renato corsini, roberto radici Fino al 1° marzo 2012 WAVE PHOTOGALLERY via Trieste 32/a Brescia – Italy Tel. +39 030 2943711 tuesday – saturday 14:00 – 20:00

Mostra fotografica a Brescia “Fuori i secondi” sulla boxe – maggio 2011

Dentro un ring o fuori non c’è niente di male a cadere. È sbagliato rimanere a terra.
(Muhammad Ali).

Martedì 3 Maggio alle ore 19,00 alla WavePhotogallery di Brescia verrà inaugurata la mia mostra fotografica “Fuori i secondi”, reportage fotografico sul pugilato. Tutto nasce una sera di maggio del 2010 quando al palazzetto San Filippo di Brescia la Loreni Boxe con il club San Rocchino organizzò la “Notte delle stelle” riportando la grande boxe a Brescia. Per me, che non avevo mai visto un incontro dal vivo, fu amore a prima vista. Influenzato dalle pellicole statunitensi sull’argomento, prima tra tutti Toro scatenato di Martin Scorsese, non ho avuto dubbi sulla resa in bianco e nero del progetto. Da quella sera è iniziato un percorso di scoperta del fenomeno boxe che ha visto passare da Brescia e dalla scuderia Loreni alcuni tra i pugili più promettenti a livello internazionale: Brunet Zamora “El italian salsero” (campione del mondo Wba superleggeri), Leonard Bundu (titolo europeo welter), Matteo “Grissino” Modugno (campione italiano dei massimi) o l’idolo locale Cristian Dolzanelli.

Il progetto mi ha poi portato a Brescia, in via Zara 43, dove seminascosta da un condominio, si trova la gloriosa Mariani Boxe Ring Brescia, nata alcuni anni fa dalla fusione fra le due realtà storiche, la Mariani del 1951 e la Boxe Ring Brescia del 1958. Un luogo mitico, dove dai muri trasudano anni di fatica e d’impegno. In questo lavoro ho cercato di rivolgere l’obiettivo su atleti, allenatori, pubblico e tifosi, sulle sconfitte ma anche sulle vittorie, a testimoniare una realtà di grande intensità emotiva.

Insomma: storie di pugili e sport, ma soprattutto di vita.