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Matrimonio in cantina Lago di Garda

Un matrimonio in cantina sul Garda, tra vigneti e ulivi

Vivendo a Brescia abbiamo la fortuna di avere delle location magnifiche a disposizione per il proprio Big Day. E come fotografo di matrimonio so quanto un bell’ambiente con degli spazi ampi e luminosi, in un contesto naturale, possa aiutare per avere delle belle immagini.
Il lago di Garda non ha bisogno di presentazioni, con location adatte ad eventi pubblici e privati come i matrimoni. Da ville liberty a agriturismi per un matrimonio shabby chic, da cantine a hotel di design le soluzioni sono numerose e per tutte le tasche.

Grazie al matrimonio di Sergio ed Elisa sono tornato al Borgo alla Quercia di Calvagese della Riviera, a due passi dalle sponde del lago. L’agriturismo con cantina è gestito dalla storica famiglia Redaelli de Zinis ed è incastonato in una delle zone più belle (e meglio conservate ;D) del lago di Garda.

L’agriturismo offre un bel giardino ideale per l’aperitivo open air e per delle foto di coppia in stile reportage (niente foto in posa, per carità), oltre a vasti vigneti e suggestive cantine.

Passare la giornata con Sergio ed Elisa e documentarne il matrimonio è stata una delle più belle esperienze che ho vissuto finora con questo lavoro: una coppia magnifica e sempre sorridente, due persone veramente speciali e di cuore. Credo che nelle mie foto ci sia molto di quell’armonia vissuta a stretto contatto con gli sposi in quella giornata di inizio settembre.

Questa è solo una piccolissima selezione delle immagini del servizio di reportage. Se volete vedere la gallery più completa andate sul mio sito dedicato ai matrimoni Fotografo matrimonio a Brescia

Questo il sito del ristorante Borgo alla Quercia

La preparazione della sposa
Il testimone e lo sposo
L’arrivo della sposa
Il velo della sposa
Foto romantiche di coppia
Il Borgo alla Quercia
Un momento della festa

 

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Che sia per il tuo matrimonio o per uno shooting sarò felice di risponderti
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Workshop sul ritratto con i flash con Simone Angarano

Workshop fotografico

Un fotografo ha sempre bisogno di rinfrescare la tecnica: in particolare sentivo il bisogno di aggiornarmi sul ritratto beauty, un genere che vorrei sperimentare con maggiore assiduità. Ho quindi partecipato domenica 18 marzo 2012 al workshop a Seregno (Mi)  tenuto dal fotografo bresciano Simone Angarano (con il make up artist Flaviano corti, la stylist Lara Bonardi, le modelle Stefania Baronio, Sofia Valéne e Gloria Mombelli e i compagni fotografi Paolo Zen e Simone Aceto) sull’uso in stile strobist dei flash off-camera. Ero molto curioso sull’argomento dato che seguo il blog di David Hobby da qualche anno, ma ho poche occasioni di sperimentare in pratica tutto il bagaglio di conoscenze e l’attrezzatura tecnica acquistata. Simone è un master nato, dotato di grande energia e carisma, ma soprattutto, a differenza della maggior parte dei docenti, ha davvero voglia di insegnare i trucchi del mestiere. Ecco alcune delle cose che ho imparato:

  1. Non servono migliaia di € per realizzare foto di beauty o di moda, ma basta acquistare quei 10 accessori fondamentali: flash Yongnuo 560 + un paio di ombrellini, stativi, porta flash, trigger + receiver (Simone usa i Trigmaster, ma vanno benissimo quasi tutti i “poverty wizard” su Ebay, così chiamati perchè contrapposti ai fighissimi Pocket Wizard. Io ad esempio ho gli Yongnuo rf 602). Il resto si può anche auto costruire come gli snoot o le pinze
  2. Esistono sistemi molto semplici per bypassare il tempo di syncro della macchina (questo però non lo svelo, dovete andare ad uno dei workshop di Simone)
  3. Partire sempre dalla prima luce Main e poi, solo se necessarie, aggiungere le altre luci (riempimento, accento e dettaglio): è incredibile vedere come con 2 o 3 luci semplicissime ben posizionate si ottengano risultati strabilianti
  4. Non servono macchine stratosferiche da 50 megapixel o dorsi digitali, anche perchè ormai viaggia quasi tutto su internet. A meno che non ti chiami La Chapelle…
  5. parlare, parlare e parlare alle modelle. Io ad esempio ero rigidissimo. Parlare però serve moltissimo a scogliere il ghiaccio, a creare sintonia e poi fa sentire a suo agio la modella, che sembra incredibile, ma per quanto sia bella ed esperta è molto insicura su come appare in foto e ha bisogno di continue rassicurazioni e incoraggiamenti.
  6. Siamo fotografi e non post-producer: max 15′ di Lightroom/Photoshop per immagine!

A fine giornata dopo centinaia di scatti tanta stanchezza, ma anche molta soddisfazione per il clima che si è respirato sul set tra docente, fotografi, modelle e tutto lo staff creativo. E poi al computer a scaricare e ottimizzare i ritratti. Al prossimo workshop, magari in uno studio fotografico a Brescia.