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Esperienze Gustose reportage fotografico evento

Le fotografie dell’evento food a Verona

Dopo l’esperienza di Brescia Gustosa di due anni prima è tornata con una nuova formula l’evento incentrato sul cibo “Esperienze Gustose”, ospitato questa volta a Villa Mattarana a verona. Motore dell’evento ancora una volta Paola Castellani di Tempo di Eventi. Rispetto all’edizione di Brescia ha giovato sicuramente il fatto che gli eventi e gli show cooking fossero tutti concentrati in un’unica location. La manifestazione può ancora crescere molto a livello di pubblico: considerando che si tratta di una prima edizione in una piazza già molto affollata come Verona, il bilancio è sicuramente positivo.

Paola Castellani, l’organizzatrice, con lo chef Eugenio Boer del ristorante Essenza di Milano

 

I tre giorni sono cominciati con un press trip coordinato dall’Ufficio stampa nella persona di Francesca Renica. E’stata un’esperienza molto istruttiva: grazie alla partnership con Slow Food Verona si è andati alla scoperta di produttori locali come il caseificio Gugole e cantie produttrici del Durello, il vino veronese.

Il titolare del caseificio Gugole davanti alle forme

I partner

Un parterre di sponsor e partner davvero lungo e con nomi prestigiosi come San Pellegrino, Acqua Panna, altri da addetti ai lavori come Kitchen Aid, Olio Verde, MyChef Tv, iFood, Pecker e MyCookingBox.

Il team foto – video

Per me e il mio amico e collega Roberto Massini sono stati tre giorni davvero intensi, abbiamo scattato a ciclo continuo dalla mattina alla sera inoltrata, coordinandoci tra le diverse iniziative, conferenze, show cooking, degustazioni… L’affiatamento tra di noi ha sicuramente agevolato il lavoro, rendendo tutto più agevole. Anche la collaborazione con i ragazzi del video (Ale Cavalli e Damiano) è stata perfetta sotto ogni punto di vista: il clima informale e le battute hanno sicuramente aiutato a superare anche i momenti più complicati

Gli chef

Tanti gli chef ovviamente essendo un evento dedicato al cibo in tutte le sue sfaccettature. Molti i volti televisivi: da Ernst Knam a Andrea Mainardi, da Eugenio Booer (Essenza Milano) a Chef Hiro, da Giada Farina (Le Torte di Giada) a Davide Botta solo per citarne alcuni. Durante i tre giorni si è tenuto anche un contest per food blogger che è stato vintoda una blogger con una pastiera in versione vegana. Il tema era “New confort food: la tradizione che svela nuove prospettive”
Personalmente tra gli show cooking che ho fotografato ho apprezzato particolarmente quello di Chef Hiro, anche per la filosofia di rispetto per la Storia e per la Natura che permea la sua cucina, eredità sicuramente della sua origine nipponica. Un altro momento molto emozionante è stato la sorpresa in diretta allo chef Eugenio Boer che ha compiuto gli anni il giorno della sua esibizione.

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    Corso base fotografia Brescia

    Ecco i dettagli: Corso base fotografia Brescia

    Giunto ormai alla sua quarta edizione (vedi il link qui e qui ) ripropongo anche per questa primavera il Corso Base Fotografia.
    Un metodo innovativo, due docenti (io e Vasilios) che possono seguirti in modo approfondito e costante. E tanta pratica.

    Se invece sei già ad un buon livello e desideri metterti alla prova con un corso intermedio di fotografia clicca qui
    Il corso tratta sia gli aspetti prettamente tecnici, legati all’utilizzo della macchina fotografica e dei suoi accessori, sia le tematiche riguardanti la lettura e la composizione dell’immagine.
    Durante ogni lezione è previsto un set fotografico, allestito all’interno della sede del corso, un vero studio fotografico, il Whitewall studio di Brescia, dove tutti i partecipanti potranno immediatamente testare sul campo le nozioni appena apprese. Inoltre una delle 6 lezioni previste è dedicata ad una uscita in esterni.

    Si parte il 29 febbraio e la prima lezione è gratis!

    Momento di prove pratiche durante il corso base di Fotografia a Brescia presso Whitewall Studio

    Il corso si svolge tutti i lunedì sera dalle 20,30 alle 22,30. Il costo dell’intero corso è di 80 euro per le 6 lezioni di 2 ore ciascuna.
    Durante il periodo del corso sarà attivo un gruppo privato Facebook dove sarà possibile caricare esercitazioni, confrontarsi coi docenti e interagire con i compagni.

    Argomenti trattati durante il corso:

    Teoria dei colori
    L’impostazione Manuale: questa sconosciuta 😉
    Il triangolo dell’esposizione, le regole e i trucchi (cosa sono i tempi e i diaframmi, come si scelgono e perché)
    ISO e rumore digitale
    La Profondità di Campo
    Composizione, regola dei terzi, cornici, punti di vista creativi
    Temperatura colore (o Bilanciamento del bianco o White Balance)
    Mettere a fuoco
    Scelta dell’ottica
    Formati: il Raw e il Jpeg
    Le memorie e l’archiviazione file
    Accenni su editing (scelta delle foto migliori), post produzione e fotoritocco

     

    Richiedi informazioni e il programma del corso base fotografia a Brescia

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    Ecco alcune delle recensioni degli ex-corsisti:

    Alcune recensioni degli allievi dei nsotri Corsi di Fotografia

     

    Corso intermedio fotografia Brescia

    Parte il nuovo corso intermedio di fotografia a Brescia

    Si parte lunedì 18 gennaio 2016, a Brescia: il corso intermedio si articola in 6 serate presso lo studio Whitewall dell’amico e collega Vasilios Valassis.

    La formula dei 2 docenti secondo noi è vincente perchè si ha modo di seguire meglio gli studenti: abbiamo un’idea di corso di fotografia interattiva e dinamica, dove non si sta seduti a prendere appunti sul bloc notes. Grande importanza avrà la componente pratica dove si avrà modo di provare sul campo le proprie potenzialità, toccando con mano i limiti tecnici ad esempio dell’attrezzatura, cercando insieme vie creative per superarli. Come sempre ci sarà l’uscita diurna dove io e Vassi affiancheremo i partecipanti per consigli e chiarimenti.

    Il corso intermedio è la naturale prosecuzione del corso base e infatti approfondisce concetti legati all’esposizione in situazioni critiche, alla composizione (che secondo me vale almeno la metà di una fotografia), alla gestione della luce naturale e artificiale, con un approfondimento sulla post produzione e quello che chiamo il digital enhancement della fotografia. Oggi infatti scattando in digitale nel formato negativo digitale (raw), le foto  necessitano di uno “sviluppo” digitale che viene fatto con software come Lightroom e/o Photoshop, la cosiddetta “camera chiara” (no, non è quella di Barthes, ma consiglio a prescindere di leggere questo meraviglioso libro: La_camera_chiara

    Il fatto di avere uno studio a disposizione ci permette poi di avere un set già pronto che sfrutteremo per un focus sul ritratto con una modella che verrà appositamente per questo modulo.

    Il costo dell’intero corso è  di 99 € e la prima lezione tra l’altro è gratis!

    Richiedi informazioni e il programma del corso intermedio di fotografia a Brescia

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    Alcuni dei partecipanti al corso base di fotografia
    La locandina del corso intermedio di fotografia

    Mostra “Il tempo nel mezzo”

    Mostra di fotografia a Brescia Il tempo nel mezzo

    Dal 22 al 24 maggio presso Palazzo Mondini a Brescia ho avuto il privilegio di esporre insieme ad altri 4 colleghi (Giorgio Baruffi, Andrea Gilberti, Alberto Mancini, Alberto Petrò) per la mostra Il tempo nel mezzo.

    Come nasce l’idea della mostra?

    E’ tutto nato da Andrea, che in occasione della pensione di suo papà, il mitico Gino Gilberti, storico fotografo matrimonialista bresciano, decide di fargli un omaggio: una mostra che trascenda i limiti della fotografia di matrimonio, spesso considerata dagli altri fotografi come figlia di un dio minore. Da quel momento ci siamo trovati periodicamente, confrontandoci sulla nostra idea di mostra e più in generale di fotografia, sulle persone da coinvolgere e sulle possibili location.

    Tentativi di taglio dei passe-partout
    Massimo Minini con noi 5 fotografi bresciani
    Istantanea da una delle riunioni settimanali…

    Il tempo nel mezzo. Da dove arriva questo nome?

    In una delle settimanali riunioni pre-evento che abbiamo tenuto presso lo studio In Limbo abbiamo cominciato a fare  brain storming: serviva un nome evocativo, che richiamasse l’idea che ci accomuna di fotografia e che possibilmente non svelasse troppo, senza esplicitare che si trattava di fotografie di matrimonio.

    Giorgio ha introdotto il concetto della parola greca “Kairos” che significa  “il momento giusto”. I greci infatti, più di 2500 anni fa (!!) differenziavano il tempo in ordinario (Kronos), ossia la normale sequenzialità dei momenti che si seguono, e in Kairos, il tempo straordinario in cui “qualcosa” accade. A Traù in Croazia, in un convento, c’era uno bassorilievo che rappresentava il Kairos greco: un giovane fanciullo nudo che correva.
    Secondo i greci antichi, Kairos era la divinità (poco conosciuta e rappresentata) del momento che deve essere afferrato (dal ciuffo di capelli sulla fronte del ragazzo); altrimenti il momento è andato per sempre e non può più essere ri-catturato (infatti la parte posteriore della testa del fanciullo è senza capelli).

    Il libro de Il Tempo nel Mezzo
    Bassorilievo del dio Kairos

    E la cosa che mi affascina molto come fotografo è che sei tu che decidi che peso dare a questo tempo straordinario, ponendo un accento sulla normale sequenzialità del tempo ed estraendo un frammento di significato. Se Kronos ha una natura quantitativa quindi, Kairos è essenzialmente quindi un concetto qualitativo.
    Insomma un concetto perfetto per dei fotografi di reportage: non a caso Kairos è stato spesso avvicinato al “momento decisivo” di Henri Cartier-Bresson.

    Locandina della mostra

     

    I tre giorni di evento

    La partecipazione del pubblico all’evento è stata pazzesca, abbiamo contato più di 1.000 persone che durante i tre giorni sono venuti a vedere la mostra. E i commenti sono stati davvero entusiastici. Ognuno di noi 5 fotografi è abbastanza adulto e ha visitato abbastanza mostre per riconoscere un commento di cortesia da un giudizio dato col cuore, in modo sincero.

    Alcune opere della mostra Il Tempo nel Mezzo
    Il pubblico guarda le opere in mostra

    La location: Palazzo Mondini

    Tanto ha contribuito  la location: il fascinoso Palazzo Mondini (palazzo che in realtà non esiste nella toponomastica bresciana: semplicemente lì viveva il signor Mondini 😉 ) con il suo cortile, le pareti scrostate, il suggestivo lucernario sulla scalinata e il suo fascino retrò e sgarruppato.

    Mia figlia Gaia scende la bella scalinata di Palazzo Mondini
    Le scale interne di Palazzo Mondini
    Il lucernario all’interno di Palazzo Mondini

    L’allestimento e le luci

    Molto ha contribuito l’allestimento, coordinato in prima persona da Alberto Petrò che ha messo a disposizione di tutti la sua esperienza nell’organizzazione di eventi culturali ed artistici. Le raffinate luci di Catellani & Smith hanno impresso una cifra estetica sofisticata e vagamente misteriosa, alimentate da un impianto elettrico un po’ di “fortuna”. Sì perchè prima della mostra, la parte di palazzo Mondini che abbiamo usato per esporre le 50 fotografie, era ricoperta da cumuli di polvere e abbandono, senza acqua e corrente.

    Il tempo nel mezzo – Mostra di fotografia di matrimonio
    Una sala interna della Mostra Il Tempo nel Mezzo
    le grandi pulizie per l’allestimento
    e via di martello…

    Gli ospiti e i partner

    Una grande parte del successo va sicuramente ai partner: Massimo Minini, il grande gallerista e collezionista bresciano, ci ha onorato della sua presenza all’inaugurazione, scrivendo per la mostra un commento bellissimo e in generale sposando generosamente il progetto espositivo. Il critico d’arte del quotidiano La Stampa Marco Vallora ha portato alla mostra i grandi fotografi Ferdinando Scianna (Magnum) e Mario Cresci, intessendo colte dissertazioni sulla fotografia con il pubblico e con gli ospiti.

    Massimo Minini guarda una mia foto 🙂
    Massimo Minini alla mostra Il tempo nel Mezzo
    Proiezione di foto con intervento del critico d’arte de La Stampa Marco Vallora
    Mario Cresci alla mostra
    Mario Cresci discute con Alberto Mancini per la proiezione
    L’assessore alla Cultura di Brescia Laura Castelletti durante la proiezione

    Nicola Falappi e Erminando Aliaj

    Nicola Falappi di StudioQuaranta ha allestito con gusto raffinato il cortile e gli spazi della mostra. L’emergente fotografo di moda Erminando Aliaj che con i suoi ritratti per una volta ci ha fatto sentire dall’altra parte dell’obiettivo.

    Un allestimento floreale di Nicola Falappi (Studio Quaranta)
    Brunch domenicale nel cortile di Palazzo Mondini
    Il fotografo Erminando Aliaj (foto Alberto Petrò)

    La musica

    Per la parte musicale Titti Castrini (compagno di tour di Vinicio Capossela), Dj Webb, Violin & Cello Duo e il pianista Simone Lombardi hanno creato suggestive partiture sonore.

    Titti Castrini intrattiene con il suo sound
    Violin & Cello durante l’inaugurazione

    Food e dintorni

    Perimetro Good Food e Fuori di Mente (Mente Locale) hanno pensato a nutrire anche il corpo dopo tanto soul food.. 😉

    Fuori di mente mobile catering, Mente Locale Brescia

     

    Le fotografie

    Credo (spero) che la componente principale del successo della mostra sia stata data però dalla qualità delle 50 fotografie:
    5 fotografi di matrimonio, 5 diversi modi di interpretare “il tempo nel mezzo” e la storia parallela che si dipana lungo uno dei giorni più densi di significati e pathos nella vita di ognuno.

     Leggi il comunicato stampa ufficiale della mostra Il Tempo nel Mezzo


     

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    Arles in Black: festival di fotografia

    Torno ad Arles dopo parecchi anni per visitare il festival di fotografia per antonomasia, quello che detta le mode ed i trend nella fotografia artistica per i mesi seguenti.

    Quest’anno il tema è il Nero, quindi Arles in Black: all’inizio la fotografia fu solo in bianco e nero. Poi arrivò il colore, con grande scandalo dei puristi, che dominò per decenni. Oggi con l’avvento del digitale il bianco e nero è relegato ad un consumo nostalgico e di nicchia.

    In programma 50 mostre disseminate in diverse location, alcune davvero suggestive, in una città che è un piccolo gioiello, tra l’arena di epoca romana e il Café Van Gogh. Nello spazio dedicato al pittore olandese, che qui dipinse quadri come Notte stellata o la Maison Jaune, ho visitato la mostra dedicata al fotografo di moda Guy Bordin: pazzeschi gli scatti che pubblicava negli anni 70 su Vogue!! Un gusto per la composizione e per la provocazione sul filo della denuncia sociale, pur dalle patinate pagine del magazine chic per eccellenza.

    Poco distante in una chiesa sconsacrata, in un caldo pesante ed appiccicoso, la mostra “Bibi” di JHL, ossia Lartigue, che sarà anche uno dei padri nobili della fotografia, ma che con le sue foto da Saint Moritz, le gite a bordo di automobili fiammanti e la sua aria da dandy viziatello e borghese mi sta inevitabilmente antipatico.
    Molto meglio invece le mostre nella zona degli Ateliers, un complesso di fabbriche abbandonate che formano una location incredibilmente suggestiva. La mente corre subito all’ex comparto Milano a Brescia, le analogie architettoniche sono impressionanti, a dimostrazione di quello che i coniugi Becher teorizzavano con la loro fotografia concettuale di strutture architettoniche sorprendentemente simili in giro per l’Europa. (A proposito, ad Arles c’è anche una piccola mostra di Bernd ed Hilla Becher, ma, seppur mi sforzi, non riesco ad eccitarmi di fronte a queste parate di gasometri, o silos, o mulini europei. Mi sembra più un interesse da entomologo…)
    Eppure ricordo a Brescia una decina di anni fa, proprio in una fabbrica del Comparto Milano, una mostra di arte contemporanea, purtroppo seguita da un silenzio spesso e assordante. E le analogie tra Arles e Brescia, tra Italia e Francia, finiscono qua.

    Tra strutture metalliche e vetrate del secolo scorso, che trasudavano vite di operai e prodotti costruiti ed assemblati, le due mostre che più mi sono piaciute: quella di Michel Vanden Eeckhoudt e quella di Arno Rafael Minkkinen

    Il primo è un fotografo belga dell’agenzia Vu che mi ha colpito per la sua capacità di cogliere l’aspetto oscuro ed inquietante che alberga nell’apparente ordinario. Davanti alla sua Leica si materializzano immagini eleganti, misteriose, spesso con un sottile senso dello humour venato di nero. Occhi animali che ti guardano e ti inchiodano. Paiono uomini sofferenti, chiusi nella loro fissità eppure così capaci di comunicare. Mi ricordano i lavori di Giacomo Brunelli.

    Arno Rafael Minkkinen è un fotografo finlandese al confine tra immagine, performance e body art. Il suo corpo flessuoso e sottile entra in relazione con l’ambiente e la natura circostanti, adattandosi e modificando. E di volta in volta è un tronco che emerge da un lago, un arco protettivo per il figlio, un supporto che spunta dal vuoto per una donna sospesa nel vuoto.

     

     

    photo Guy Bordin
    photo Guy Bordin
    photo Guy Bordin
    photo Arno Minkkinen

     

    Michel Vanden Eeckhoudt

     

    Michel Vanden Eeckhoudt

     

    Michel Vanden Eeckhoudt

     

     

    Arno Minkkinen

     

     

    Michel Vanden Eeckhoudt

     

    Michel Vanden Eeckhoudt

     

    Arno Minkkinen

     

    Arno Minkkinen
    Michel Vanden Eeckhoudt
    Michel Vanden Eeckhoudt
    Michel Vanden Eeckhoudt