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Mostra “Il tempo nel mezzo”

Mostra di fotografia a Brescia Il tempo nel mezzo

Dal 22 al 24 maggio presso Palazzo Mondini a Brescia ho avuto il privilegio di esporre insieme ad altri 4 colleghi (Giorgio Baruffi, Andrea Gilberti, Alberto Mancini, Alberto Petrò) per la mostra Il tempo nel mezzo.

Come nasce l’idea della mostra?

E’ tutto nato da Andrea, che in occasione della pensione di suo papà, il mitico Gino Gilberti, storico fotografo matrimonialista bresciano, decide di fargli un omaggio: una mostra che trascenda i limiti della fotografia di matrimonio, spesso considerata dagli altri fotografi come figlia di un dio minore. Da quel momento ci siamo trovati periodicamente, confrontandoci sulla nostra idea di mostra e più in generale di fotografia, sulle persone da coinvolgere e sulle possibili location.

Tentativi di taglio dei passe-partout
Massimo Minini con noi 5 fotografi bresciani
Istantanea da una delle riunioni settimanali…

Il tempo nel mezzo. Da dove arriva questo nome?

In una delle settimanali riunioni pre-evento che abbiamo tenuto presso lo studio In Limbo abbiamo cominciato a fare  brain storming: serviva un nome evocativo, che richiamasse l’idea che ci accomuna di fotografia e che possibilmente non svelasse troppo, senza esplicitare che si trattava di fotografie di matrimonio.

Giorgio ha introdotto il concetto della parola greca “Kairos” che significa  “il momento giusto”. I greci infatti, più di 2500 anni fa (!!) differenziavano il tempo in ordinario (Kronos), ossia la normale sequenzialità dei momenti che si seguono, e in Kairos, il tempo straordinario in cui “qualcosa” accade. A Traù in Croazia, in un convento, c’era uno bassorilievo che rappresentava il Kairos greco: un giovane fanciullo nudo che correva.
Secondo i greci antichi, Kairos era la divinità (poco conosciuta e rappresentata) del momento che deve essere afferrato (dal ciuffo di capelli sulla fronte del ragazzo); altrimenti il momento è andato per sempre e non può più essere ri-catturato (infatti la parte posteriore della testa del fanciullo è senza capelli).

Il libro de Il Tempo nel Mezzo
Bassorilievo del dio Kairos

E la cosa che mi affascina molto come fotografo è che sei tu che decidi che peso dare a questo tempo straordinario, ponendo un accento sulla normale sequenzialità del tempo ed estraendo un frammento di significato. Se Kronos ha una natura quantitativa quindi, Kairos è essenzialmente quindi un concetto qualitativo.
Insomma un concetto perfetto per dei fotografi di reportage: non a caso Kairos è stato spesso avvicinato al “momento decisivo” di Henri Cartier-Bresson.

Locandina della mostra

 

I tre giorni di evento

La partecipazione del pubblico all’evento è stata pazzesca, abbiamo contato più di 1.000 persone che durante i tre giorni sono venuti a vedere la mostra. E i commenti sono stati davvero entusiastici. Ognuno di noi 5 fotografi è abbastanza adulto e ha visitato abbastanza mostre per riconoscere un commento di cortesia da un giudizio dato col cuore, in modo sincero.

Alcune opere della mostra Il Tempo nel Mezzo
Il pubblico guarda le opere in mostra

La location: Palazzo Mondini

Tanto ha contribuito  la location: il fascinoso Palazzo Mondini (palazzo che in realtà non esiste nella toponomastica bresciana: semplicemente lì viveva il signor Mondini 😉 ) con il suo cortile, le pareti scrostate, il suggestivo lucernario sulla scalinata e il suo fascino retrò e sgarruppato.

Mia figlia Gaia scende la bella scalinata di Palazzo Mondini
Le scale interne di Palazzo Mondini
Il lucernario all’interno di Palazzo Mondini

L’allestimento e le luci

Molto ha contribuito l’allestimento, coordinato in prima persona da Alberto Petrò che ha messo a disposizione di tutti la sua esperienza nell’organizzazione di eventi culturali ed artistici. Le raffinate luci di Catellani & Smith hanno impresso una cifra estetica sofisticata e vagamente misteriosa, alimentate da un impianto elettrico un po’ di “fortuna”. Sì perchè prima della mostra, la parte di palazzo Mondini che abbiamo usato per esporre le 50 fotografie, era ricoperta da cumuli di polvere e abbandono, senza acqua e corrente.

Il tempo nel mezzo – Mostra di fotografia di matrimonio
Una sala interna della Mostra Il Tempo nel Mezzo
le grandi pulizie per l’allestimento
e via di martello…

Gli ospiti e i partner

Una grande parte del successo va sicuramente ai partner: Massimo Minini, il grande gallerista e collezionista bresciano, ci ha onorato della sua presenza all’inaugurazione, scrivendo per la mostra un commento bellissimo e in generale sposando generosamente il progetto espositivo. Il critico d’arte del quotidiano La Stampa Marco Vallora ha portato alla mostra i grandi fotografi Ferdinando Scianna (Magnum) e Mario Cresci, intessendo colte dissertazioni sulla fotografia con il pubblico e con gli ospiti.

Massimo Minini guarda una mia foto 🙂
Massimo Minini alla mostra Il tempo nel Mezzo
Proiezione di foto con intervento del critico d’arte de La Stampa Marco Vallora
Mario Cresci alla mostra
Mario Cresci discute con Alberto Mancini per la proiezione
L’assessore alla Cultura di Brescia Laura Castelletti durante la proiezione

Nicola Falappi e Erminando Aliaj

Nicola Falappi di StudioQuaranta ha allestito con gusto raffinato il cortile e gli spazi della mostra. L’emergente fotografo di moda Erminando Aliaj che con i suoi ritratti per una volta ci ha fatto sentire dall’altra parte dell’obiettivo.

Un allestimento floreale di Nicola Falappi (Studio Quaranta)
Brunch domenicale nel cortile di Palazzo Mondini
Il fotografo Erminando Aliaj (foto Alberto Petrò)

La musica

Per la parte musicale Titti Castrini (compagno di tour di Vinicio Capossela), Dj Webb, Violin & Cello Duo e il pianista Simone Lombardi hanno creato suggestive partiture sonore.

Titti Castrini intrattiene con il suo sound
Violin & Cello durante l’inaugurazione

Food e dintorni

Perimetro Good Food e Fuori di Mente (Mente Locale) hanno pensato a nutrire anche il corpo dopo tanto soul food.. 😉

Fuori di mente mobile catering, Mente Locale Brescia

 

Le fotografie

Credo (spero) che la componente principale del successo della mostra sia stata data però dalla qualità delle 50 fotografie:
5 fotografi di matrimonio, 5 diversi modi di interpretare “il tempo nel mezzo” e la storia parallela che si dipana lungo uno dei giorni più densi di significati e pathos nella vita di ognuno.

 Leggi il comunicato stampa ufficiale della mostra Il Tempo nel Mezzo


 

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Engagement Photo session Brescia

Servizio fotografico Engagement

Beatrice e Giuseppe


Ho conosciuto Beatrice per lavoro: come fotografo di matrimonio collaboriamo spesso essendo lei una delle migliori wedding planner a Brescia e provincia (per me è la migliore 😉 ).
Quando mi ha confidato  di voler fare un regalo al suo fidanzato Giuseppe, organizzando un servizio fotografico a sorpresa, mi è parsa un’idea fantastica. D’altronde, da una creativa come Beatrice c’era da aspettarsi qualcosa di particolare…

La location

Il periodo invernale non consentiva uno shooting in una location esterna, quindi si trattava di trovare qualcosa di particolare e indoor e che rappresentasse al meglio lo stile di Beatrice e Giuseppe. Serviva un posto a cui loro fossero legati, per riuscire a fare scattare la giusta chimica  fotografica..
La location che mi ha proposto Beatrice, il  Kameleon Lab, ha superato le aspettative. E’ un grande open space a nord di Brescia, ricavato da un capannone e trasformato radicalmente dall’artista Roberto Radici in uno spazio multifunzionale dalle diverse anime: un po’ studio-laboratorio creativo, un po’ club per serate ed eventi, ed un po’ negozio di arte e interior design.
Insomma, il sogno di chiunque almeno una volta nella vita, sia stato attraversato dall’idea un po’ folle di essere un’artista…

Un cocktail alle 10 di mattina… ma solo per esigenze fotografiche 😉
Beatrice, Giuseppe e il Kameleon Lab


All’interno del Kameleon ci sono tantissimi riferimenti al cinema, soprattutto nel loft superiore: vecchi poster e fotografie di divi di Hollywood e Cinecittà e addirittura un proiettore originale anni ’50 che fa molto Nuovo Cinema Paradiso e mi ha fatto salivare come un San Bernardo.. 🙂
Troppo ghiotta l’occasione per non fare qualche scatto a tema.

La ruota del proiettore è un frame ideale
Il loft del Kameleon con le foto dei divi di Hollywood e Cinecittà
Il fascino delle vecchie pellicole 😉
Atmosfera da noir Anni ’50

Beatrice e Giuseppe si sono mostrati subito a loro agio di fronte all’obiettivo: in pochi minuti io sono uscito di scena, lasciando diventare protagonista la loro alchimia e la loro passione, visibile e naturale in ogni scatto.


Tanta passione, miscelata con una buona dose di simpatia e naturalezza. Sul set non sono mancati i momenti divertenti: grazie al loro lavoro di organizzatori di eventi Beatrice e Giuseppe sanno come coniugare la professionalità con quel pizzico di follia che rende magica l’atmosfera.
D’altronde non è un caso che l’agenzia di Beatrice si chiami “Follemente 360 Wedding & Events” … 🙂

Il Kameleon è un luogo che sa mixare il contemporaneo con un particolare gusto vintage.
Ho voluto ricreare questa atmosfera anche nella mia post produzione fotografica, utilizzando alcuni filtri e preset di Lightroom ed Exposure che emulassero le vecchie pellicole analogiche.
Digital images, analog soul!

Emulazione di pellicole vintage





Davvero una gran bella esperienza! Grazie a Beatrice e Giuseppe… Alla prossima!

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