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Fotografo industriale Brescia per Zincatura Bresciana

Servizio fotografico industriale a Brescia: Zincatura Bresciana

Il mondo della fotografia industriale a Brescia mi ha sempre affascinato e rappresenta un ideale contrappunto ai servizi di eventi aziendali e per privati che svolgo soprattutto durante il periodo estivo. Amo vedere i grossi macchinari al lavoro, gli ingranaggi, il rumore e l’odore delle fabbriche, le persone che qui passano buona parte della loro vita.

Ogni realtà ha una sua cultura aziendale, sia che si tratti della fabbrica a conduzione familiare o della multinazionale gestita da manager: come persona prima ancora che come fotografo è una bella sfida interfacciarsi col committente e/o con l’agenzia di comunicazione e soddisfare le aspettative del cliente, aggiungendo un proprio tocco personale.
Sarà probabilmente una reminescenza infantile: se guardo mio figlio Davide  rimango sempre sorpreso di come certe attitudini siano assolutamente innate. Basta vedere  quanto lui sia attirato in modo naturale dalla parte meccanica che si nasconde nelle pieghe inaspettate della quotidianità, da una resistenza di un phon, dal meccanismo di sgancio di un obiettivo fotografico…
Ogni reportage fotografico in azienda rappresenta per me un’opportunità di crescita professionale e anche culturale. Non sapete quante cose ho scoperto grazie a questo fantastico lavoro di fotografo. Dalle varie tipologie della raccolta dei rifiuti, alla tecnologia che sta dietro ad una bricchettatrice per il recupero di materiali di scarto, al procedimento di zincatura.

Il reportage fotografico aziendale in Zincatura bresciana

E proprio di quest’ultimo vi volevo parlare:  ho avuto l’onore di poter lavorare per il Gruppo Telefri, e in particolare per il rinnovo delle fotografie aziendali della Zincatura Bresciana e di Eurosilos, leader nella costruzione appunto di silos. Ma di quest’ultima vi parlerò in una prossima occasione… 😉
Il mio lavoro di fotografo industriale in Zincatura, dove abbiamo potuto fotografare una delle vasche di zincatura più grandi in Europa, l’ho svolto insieme al mio socio fotografo Andrea Gilberti e all’agenzia che ha coordinato tutto il rinnovo dell’immagine coordinata (la ex Borgo Creativo con account sul cliente Samanta Rossini): dal company profile, al restyling del logo, al nuovo sito internet alle diverse brochure.

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    Ecco alcune delle immagini che ho realizzato in questo reportage aziendale:

    Un operaio controlla i prodotti
    La vasca di zincatura, uno delle maggiori in Europa
    Un pezzo dell’Albero della Vita di Expo2015Milano
    La vasca di decapaggio

    Un particolare della vasca
    Un addetto alla vasca di zincatura, una delle più grandi d’Europa

    operai al lavoro

    Il link della Zincatura Bresciana

    Il link al Gruppo Telefri

     

     

    Shooting wedding con Gloriett

    Ovvero come organizzare un editoriale a tema wedding

    Editorial shooting

    Come fondatore dello studio fotografico Gilberti – Ricca (insieme al mio socio e grande esperto del settore matrimonio Andrea Gilberti) da sempre abbiamo fatto del wedding reportage la nostra bandiera, sullo stile del nostro mito anglosassone Jeff Ascough e di tanti altri, considerati tra i migliori fotografi di matrimonio.

    Da un po’ di tempo abbiamo deciso di sperimentare anche degli styled shooting in location immerse nella natura, questo perché durante i matrimoni il tempo è sempre limitato e non è nel nostro stile spingere gli sposi a sessioni di ritratti di coppia troppo lunghe: preferiamo che si godano la festa con gli amici e documentare quello che accade realmente, ottimizzando la fase dei ritratti a 15’/20′ fatti bene.

    Spesso però, vuoi per condizioni meteo o organizzative, la luce non è quella ideale, oppure altri dettagli non sono quelli che desideresti: e allora insieme ai colleghi e amici della Wedding Movie ci siamo ripromessi di sperimentare degli editorial o styled shooting.

    Il mio background professionale, ancora prima che fotografico, mi ha fatto vivere esperienze di organizzazione di eventi, piuttosto che di press tour per giornalisti stranieri in visita al nostro territorio. Un’esperienza che mi è tornata utilissima nel pianificare questo shooting.

    Elenco qui i passi fondamentali per organizzare una serie di scatti di questo tipo:

    • Focalizzare la propria visione fotografica di quello che si vuole trasmettere
    • Crearsi una moodboard (utilizzo Pinterest) da condividere con gli altri attori del team (es. i filmmaker o assistenti, colleghi)
    • Trovare location alternative e fare sopralluoghi. Inizialmente eravamo orientati sul Garda, poi per una serie di motivi logistici abbiamo scelto le Torbiere di Iseo
    • Identificare la modella o i modelli: in questo caso la mia prima scelta è stata da subito Gloria (Gloriett su Instagram) che avevo già conosciuto essendo stata una mia allieva ai miei corsi di fotografia
    • Trovare un atelier che sposi il tuo progetto e metta a disposizione l’abito da sposa. Io ho avuto il top al mio fianco: Revenge Atelier – Gruppo la Sposa ci ha fornito uno splendido abito della stilista Gemy Maalouf
    • Trovare la flower designer e qui ho giocato in casa: la bravissima Anna di Materia Rezzato con cui ho poi scoperto di avere dei contatti importanti che non conoscevamo 😉 . Anna ha realizzato 2 bouquet e una coroncina per Gloriett
    • Make up Artist: Marta Mizzotti incrociata in diversi matrimoni è stata bravissima
    • Accessori, come in questo caso gli originali gioielli “botanici” di Viviana, un contatto iniziale di Anna
    • Chiedere permessi e autorizzazioni burocratiche
    • Meteo: più ci si avvicina al giorno dello shooting e più diventa determinante

    Nel mio caso la parte organizzativa è stata la più delicata da gestire: ho ricevuto un forfait da parte di uno degli attori del team e ho scoperto solo pochi gg prima che le Torbiere necessitavano di un’autorizzazione scritta, dopo alcune brutte esperienze passate con alcuni fotografi (grazie ancora alla signora Luisa che ha resistito alla tentazione di buttare giù il telefono dopo i primi scambi di battute allarmati e al direttore Ivan Bonfanti).
    Il meteo poi, in un periodo record di giornate assolate e afose, aveva deciso che proprio verso il tramonto ci sarebbe stato un possibile piovasco.

    Avere 10 persone che si affidano a te, ti donano il loro tempo e la loro professionalità per la buona riuscita del progetto è una pressione non indifferente da gestire.

    Fin qui tutte le magagne e la parte più “pesante”.

    L’autentica meraviglia è stata fotografare Gloria in quell’ora e mezza che la golden hour del Sebino ci ha concesso.
    Zanzare a parte è filato tutto come in un sogno di mezza estate (o quasi…). La luce era semplicemente meravigliosa, Gloria si muoveva in modo molto naturale ed era non solo molto ricettiva agli imput che io e Matteo Giobini della Wedding Movie le davamo, ma anche piuttosto “sgamata” di fronte alla camera per improvvisare e creare situazioni interessanti.

    Durante il mio secondo sopralluogo immaginavo di fotografare anche nella passerella centrale, forse uno dei luoghi più caratteristiche delle Torbiere. Ma non ci siamo mai arrivati, perchè era talmente bello quello che stavamo facendo che abbiamo preferito goderci appieno quello che stava accadendo.

    Marta, la make up artist, dopo aver truccato Gloria da noi presso Limen studio prima di partire per le Torbiere, ha fatto gli ultimi ritocchi una volta arrivati al campo di grano. Una piccola divagazione su questo campo: solo 3 gg prima durante il sopralluogo avevo visto queste distese di spighe di grano maturo, sembrava di essere in Toscana.
    Scrivo a Nicola Lucini, l’altro socio della Wedding Movie entusiasta, anche perché mi immaginavo lo slow motion di Gloria che camminava in mezzo alle spighe che si muovevano frusciando sotto il suo abito. Una scena molto pubblicitaria (se non sbaglio anche l’adv recente di Atelier Emé è in uno scenario simile).
    Tutto fantastico se non fosse che quando siamo arrivati il grano era tagliato!!

    Non potevo credere ai miei occhi! Che sfiga…

    Le foto e il video sono ugualmente molto affascinanti, ma vuoi mettere il grano maturo?! 😉

     

    Un grande plauso a tutto il team:

    Photo @robertoricca @gilbertiriccafotografi
    Video @weddingmovieteam
    Model @gloriett
    Wedding dress @revengeatelier @gemymaalouf
    Flower design @materia_rezzato
    Make up artist @martamizzottimakeupartist
    Botanical jewels @viviana_vi_made

    Līmĕn un nuovo studio fotografico a Brescia

    Una nuova idea di studio: Līmĕn

    Nei giorni scorsi abbiamo inaugurato la nostra nuova casa: 5 professionisti dell’immagine, fotografi e videomaker, con storie e background diversi uniscono le forze per creare condivisione e sinergie. Andrea Gilberti, Matteo Giobini, Nicola Lucini, Roberto Ricca e Carlo Tonini.

    Cos’è Līmĕn

    Dopo un brainstorming di qualche giorno e diverse opzioni sul piatto abbiamo optato per questa parola latina dal significato molto vicino a quello che volevamo comunicare. Dal dizionario latino ecco i diversi significati della parola:

    – soglia, uscio, ingresso, entrata
    – casa, abitazione
    – principio, inizio, esordio
    – (in una gara) linea di partenza
    – confine, frontiera, limite estremo<a
    – sbarra, steccato

    In particolare l’idea di un nuovo inizio e di una casa, un’entrata ci hanno convinto a scegliere questo nome.

    Chi sono i componenti di Līmĕn

    Dopo l’esperienza in via San Zeno 42 a Brescia, chi per alcuni di pochi mesi (come me, Matteo e Nicola) e per altri di diversi anni (Andrea) abbiamo preso la decisione di spostarci in questo nuovo spazio in via Privata de Vitalis 26 bis. La distanza fisica era di poche centinaia di metri dal precedente studio, ma quella mentale era enorme. Qui finalmente potevamo pensare in grande. Alla Gilberti-Ricca e a Wedding Movie nei mesi si sono aggiunti prima Carlo Tonini (videomaker e “uomo del drone”) e poi l’amico fotografo Alberto Mancini. Ecco quindi completa la squadra di Līmĕn

    L’inaugurazione dello studio

    Giovedì 13 aprile, dopo diversi mesi dal nostro effettivo trasferimento, abbiamo fatto l’inaugurazione coinvolgendo anche i nostri vicini di casa: Nicola Falappi di Studio40 e la sarta Rosa Bussi. E’ stata una serata magica, grazie anche al catering di Armony & Banqueting. Tanti amici, colleghi e clienti sono venuti a trovarci nella nostra nuova casa, hanno visitato anche gli studi di Nicola e Rosa e hanno potuto godere un po’ di fresco sulla nostra fantastica terrazza.
    Per l’occasione Matteo, Carlo e Nicola avevano preparato un video di presentazione di ognuno di noi, mentre noi fotografi avevamo stampato delle nostre immagini fatte negli anni appese alle scale di ingresso e sul tavolo sospeso che occupa tutta la lunghezza del nostro studio. Inoltre Andrea e Alberto hanno fatto dei bellissimi ritratti con il loro amato banco ottico, appendendoli poi in delle light box appese in studio.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Ferdinando Scianna a Brescia in visita alla mostra Il tempo nel mezzo

    Finissage della mostra di foto di matrimonio a Brescia: ospite il grande fotografo italiano Ferdinando Scianna

    Sì, proprio lui, Scianna, il fotografo siciliano dell’agenzia più famosa al mondo, la Magnum. Il pupillo di Leonardo Sciascia e Henri Cartier-Bresson. Il fotografo che negli anni ’90 raccolse la sfida di una coppia di stilisti all’epoca sconosciuti, Dolce & Gabbana, per rivoluzionare la fotografia di moda con le sue evocative immagini in bianco  e nero della modella Marpessa ambientate tra i vicoli assolati della Sicilia più ancestrale.

    Ma vediamo come ha fatto Ferdinando Scianna a finire a Brescia a vedere la mostra sul matrimonio di 5 fotografi (per carità, bravi ;-).
    Venerdì 3 luglio è giunta al termine Il tempo nel mezzo, l’evento-mostra che ha avuto il suo clou a maggio a Palazzo Mondini nel quartiere Carmine a Brescia, organizzato insieme ad altri 4 amici e colleghi fotografi (per tutti i dettagli della mostra leggi qui e qui ).

    Il finale è stato di quelli col botto, come si suol dire. Leggendo le puntate precedenti avrete letto che questo progetto di mostrare i cosiddetti b-side dei nostri foto reportage di matrimonio era stato sposato e supportato dal gallerista Massimo Minini, uno che generalmente lavora con gente come Anish Kapoor, Vanessa Beecroft, il compianto Gabriele Basilico, Cattelan,  Boetti, Paolini, LeWitt, Graham e Daniel Buren. Tramite i contatti di Alberto Petrò, tra noi cinque quello più avvezzo al mondo dell’arte contemporanea e delle gallerie, abbiamo poi ricevuto anche l’adesione generosa e convinta di Marco Vallora, critico d’arte de La Stampa e tra i più apprezzati in Italia. Si sa che, soprattutto nel Belpaese, un buon contatto vale più di mille porte da bussare: e così poi è arrivato il famoso fotografo Mario Cresci, che ci ha onorato della sua presenza domenica 24 maggio, conversando col pubblico di arte e fotografia.

    Ma quando Vallora ha fatto il nome di Ferdinando Scianna, un brivido ha iniziato a serpeggiare tra di noi. Stavamo parlando di uno dei più grandi e autorevoli fotografi italiani viventi, oltreché di una mente finissima e di un  oratore brillante e divertente. Più i giorni passavano e più la possibilità diventava concreta.

    Ma in cuor mio fino a quando non l’ho visto scendere dal treno in stazione non ci credevo. All’inizio Scianna conferma la sua fama di siculo un po’ burbero, complice anche qualche problema durante il viaggio e il meteo che fa le bizze, regalandoci qualche goccia di pioggia.

    Il pubblico è numeroso, un centinaio di persone circa: non la marea di appassionati che ci aspettavamo (e temevamo) , ma probabilmente molti si sono fermati per la pioggia  e per la partenza per il weekend.

    Foto by “Il tempo nel mezzo”

    La locandina della serata

    Scianna comincia subito il suo show, alternando battute, calembour e aneddoti divertenti (“i fotografi sono i professionisti più frustrati insieme agli odontotecnici: questi ultimi sognano per tutta la vita di essere dentisti, i fotografi sognano invece di essere artisti”).

    Leggi la seconda parte della serata di Ferdinando Scianna a Brescia

    Comunicato stampa mostra Il tempo nel Mezzo

    Comunicato Stampa:

    IL TEMPO NEL MEZZO

    Locandina della mostra

    Giorgio Baruffi / Andrea Gilberti / Alberto Mancini / Alberto Petrò / Roberto Ricca

    “Nel mezzo del tempo ordinario (kronos), il tempo straordinario (kairos) accade.”

    Così come ogni fotografia è un racconto di luce e granuli d’argento (oggi pixel), così ogni reportage è una storia a sè. A prescindere dalla storia, il reportage ha il potere di penetrare, attraverso pochi fermi-immagine, un mondo invisibile, svelando tutti i dettagli necessari affinché l’essenziale possa emergere.

    Per fare ciò il fotografo deve plasmarsi attorno al mondo che sta per raccontare con intuizione e determinazione, poichè spesso non è l’evento appariscente la chiave di lettura, bensì particolari apparentemente silenziosi. Nel reportage ogni storia ha bisogno di un’estetica che si adatti agli spigoli di una vecchia madia in una masseria del sud Italia, o allo sconfinato paesaggio montano nel Perù amazzonico, o al rispetto di fronte a quel viso che ti guarda implacabile uscendo dal Brooklyn Label e non puoi che ammirarlo per un attimo soltanto. La forza del reportage sta anche nel non fotografare.

    Questa storia si ripete da secoli ed è un classico fotografico. Ogni storia, tra un brindisi ed un bacio, nasconde attimi di tiepida intimità, momenti inconsueti di sospensione in un tempo di mezzo, situazioni apparentemente distaccate da ciò che di più importante sta accadendo attorno, riservate ad un occhio sensibile: una telefonata inaspettata, la densità dei pensieri di quell’uomo seduto in disparte, l’attesa di tre persone all’ombra di un portone. Questi dettagli non hanno un valore intrinseco, ma se colti intelligentemente, possono trovare la giusta collocazione nella narrazione, così che il reportage possa diventare davvero un documento veritiero.

    La mostra

    Cinque professionisti si confrontano sul tema del matrimonio, estraendo dai loro archivi 50 immagini che rappresentano quella storia parallela che non viene raccontata abitualmente, ma che merita di essere vista. Non si tratta di un reportage di ricerca sul matrimonio, bensì di un’attenta selezione di fotografie che vanno ben oltre la committenza. Esse offrono una visione rara, che ribalta la concezione estetica legata a questo evento. Durante il matrimonio i fotografi si prendono il loro momento per poter raccontare in maniera personale il resto, e cioè il tempo nel mezzo: fotografie tra le fotografie, un reportage allo stato puro.

    Mostra “Il tempo nel mezzo”

    Mostra di fotografia a Brescia Il tempo nel mezzo

    Dal 22 al 24 maggio presso Palazzo Mondini a Brescia ho avuto il privilegio di esporre insieme ad altri 4 colleghi (Giorgio Baruffi, Andrea Gilberti, Alberto Mancini, Alberto Petrò) per la mostra Il tempo nel mezzo.

    Come nasce l’idea della mostra?

    E’ tutto nato da Andrea, che in occasione della pensione di suo papà, il mitico Gino Gilberti, storico fotografo matrimonialista bresciano, decide di fargli un omaggio: una mostra che trascenda i limiti della fotografia di matrimonio, spesso considerata dagli altri fotografi come figlia di un dio minore. Da quel momento ci siamo trovati periodicamente, confrontandoci sulla nostra idea di mostra e più in generale di fotografia, sulle persone da coinvolgere e sulle possibili location.

    Tentativi di taglio dei passe-partout

    Massimo Minini con noi 5 fotografi bresciani

    Istantanea da una delle riunioni settimanali…

    Il tempo nel mezzo. Da dove arriva questo nome?

    In una delle settimanali riunioni pre-evento che abbiamo tenuto presso lo studio In Limbo abbiamo cominciato a fare  brain storming: serviva un nome evocativo, che richiamasse l’idea che ci accomuna di fotografia e che possibilmente non svelasse troppo, senza esplicitare che si trattava di fotografie di matrimonio.

    Giorgio ha introdotto il concetto della parola greca “Kairos” che significa  “il momento giusto”. I greci infatti, più di 2500 anni fa (!!) differenziavano il tempo in ordinario (Kronos), ossia la normale sequenzialità dei momenti che si seguono, e in Kairos, il tempo straordinario in cui “qualcosa” accade. A Traù in Croazia, in un convento, c’era uno bassorilievo che rappresentava il Kairos greco: un giovane fanciullo nudo che correva.
    Secondo i greci antichi, Kairos era la divinità (poco conosciuta e rappresentata) del momento che deve essere afferrato (dal ciuffo di capelli sulla fronte del ragazzo); altrimenti il momento è andato per sempre e non può più essere ri-catturato (infatti la parte posteriore della testa del fanciullo è senza capelli).

    Il libro de Il Tempo nel Mezzo

    Bassorilievo del dio Kairos

    E la cosa che mi affascina molto come fotografo è che sei tu che decidi che peso dare a questo tempo straordinario, ponendo un accento sulla normale sequenzialità del tempo ed estraendo un frammento di significato. Se Kronos ha una natura quantitativa quindi, Kairos è essenzialmente quindi un concetto qualitativo.
    Insomma un concetto perfetto per dei fotografi di reportage: non a caso Kairos è stato spesso avvicinato al “momento decisivo” di Henri Cartier-Bresson.

    Locandina della mostra

     

    I tre giorni di evento

    La partecipazione del pubblico all’evento è stata pazzesca, abbiamo contato più di 1.000 persone che durante i tre giorni sono venuti a vedere la mostra. E i commenti sono stati davvero entusiastici. Ognuno di noi 5 fotografi è abbastanza adulto e ha visitato abbastanza mostre per riconoscere un commento di cortesia da un giudizio dato col cuore, in modo sincero.

    Alcune opere della mostra Il Tempo nel Mezzo

    Il pubblico guarda le opere in mostra

    La location: Palazzo Mondini

    Tanto ha contribuito  la location: il fascinoso Palazzo Mondini (palazzo che in realtà non esiste nella toponomastica bresciana: semplicemente lì viveva il signor Mondini 😉 ) con il suo cortile, le pareti scrostate, il suggestivo lucernario sulla scalinata e il suo fascino retrò e sgarruppato.

    Mia figlia Gaia scende la bella scalinata di Palazzo Mondini

    Le scale interne di Palazzo Mondini

    Il lucernario all’interno di Palazzo Mondini

    L’allestimento e le luci

    Molto ha contribuito l’allestimento, coordinato in prima persona da Alberto Petrò che ha messo a disposizione di tutti la sua esperienza nell’organizzazione di eventi culturali ed artistici. Le raffinate luci di Catellani & Smith hanno impresso una cifra estetica sofisticata e vagamente misteriosa, alimentate da un impianto elettrico un po’ di “fortuna”. Sì perchè prima della mostra, la parte di palazzo Mondini che abbiamo usato per esporre le 50 fotografie, era ricoperta da cumuli di polvere e abbandono, senza acqua e corrente.

    Il tempo nel mezzo – Mostra di fotografia di matrimonio

    Una sala interna della Mostra Il Tempo nel Mezzo

    le grandi pulizie per l’allestimento

    e via di martello…

    Gli ospiti e i partner

    Una grande parte del successo va sicuramente ai partner: Massimo Minini, il grande gallerista e collezionista bresciano, ci ha onorato della sua presenza all’inaugurazione, scrivendo per la mostra un commento bellissimo e in generale sposando generosamente il progetto espositivo. Il critico d’arte del quotidiano La Stampa Marco Vallora ha portato alla mostra i grandi fotografi Ferdinando Scianna (Magnum) e Mario Cresci, intessendo colte dissertazioni sulla fotografia con il pubblico e con gli ospiti.

    Massimo Minini guarda una mia foto 🙂

    Massimo Minini alla mostra Il tempo nel Mezzo

    Proiezione di foto con intervento del critico d’arte de La Stampa Marco Vallora

    Mario Cresci alla mostra

    Mario Cresci discute con Alberto Mancini per la proiezione

    L’assessore alla Cultura di Brescia Laura Castelletti durante la proiezione

    Nicola Falappi e Erminando Aliaj

    Nicola Falappi di StudioQuaranta ha allestito con gusto raffinato il cortile e gli spazi della mostra. L’emergente fotografo di moda Erminando Aliaj che con i suoi ritratti per una volta ci ha fatto sentire dall’altra parte dell’obiettivo.

    Un allestimento floreale di Nicola Falappi (Studio Quaranta)

    Brunch domenicale nel cortile di Palazzo Mondini

    Il fotografo Erminando Aliaj (foto Alberto Petrò)

    La musica

    Per la parte musicale Titti Castrini (compagno di tour di Vinicio Capossela), Dj Webb, Violin & Cello Duo e il pianista Simone Lombardi hanno creato suggestive partiture sonore.

    Titti Castrini intrattiene con il suo sound

    Violin & Cello durante l’inaugurazione

    Food e dintorni

    Perimetro Good Food e Fuori di Mente (Mente Locale) hanno pensato a nutrire anche il corpo dopo tanto soul food.. 😉

    Fuori di mente mobile catering, Mente Locale Brescia

     

    Le fotografie

    Credo (spero) che la componente principale del successo della mostra sia stata data però dalla qualità delle 50 fotografie:
    5 fotografi di matrimonio, 5 diversi modi di interpretare “il tempo nel mezzo” e la storia parallela che si dipana lungo uno dei giorni più densi di significati e pathos nella vita di ognuno.

     Leggi il comunicato stampa ufficiale della mostra Il Tempo nel Mezzo


     

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