Archivi categoria: fotografia a brescia

Limen Studio fotografico video Brescia

Sei fotografi e videomaker professionisti hanno unito le forze

Līmĕn è uno studio fotografico e video a Brescia e Milano.
Sei fotografi e videomaker professionisti hanno da tempo unito le proprie forze per collaborare anziché essere competitor, una sfida mentale ancora prima che di business. Oggi dopo anni, possiamo dire che l’intuizione era quella giusta.

Come fotografi siamo Roberto Ricca, Andrea Gilberti e Alberto Mancini. Nel reparto video Nicola Lucini, Matteo Giobini e Carlo Tonini.

La nostra “casa” è un grande open space di 200 mq in via Privata de Vitalis 26 Bis, adatto per shooting, video interviste, appuntamenti, corsi fotografici e video. E non dimentichiamo la grande terrazza che dà sui grattacieli di Brescia2, parte integrante dello studio: oltre che essere una perfetta pista di atterraggio per le prove con i droni è perfetta per le nostre feste estive a base di arrosticini.

Ognuno di noi porta in dote la propria esperienza: la fotografia e i video di eventi aziendali e privati in uno stile reportage rappresenta per tutti la cifra stilistica comune che ci unisce. Sul lato fotografico alcuni di noi hanno anche una notevole esperienza in shooting di prodotto per cataloghi o per e-commerce, piuttosto che per ritratti corporate, altri lavorano per aziende della moda, altri ancora sono tra i maggiori esperti di riproduzioni di opere d’arte per gallerie. In ambito video c’è chi ha esperienza pluriennale nelle redazioni televisive e nei documentari, chi è un pilota di droni dalla prima ora, chi ha realizzato video clip musicali e chi ancora ha ideato e diretto importanti film premiati anche a livello internazionale, oltre a centinaia di video aziendali per imprese di ogni dimensione

Non siamo tuttologi, ecco perchè ognuno di noi ha delle specificità che unite offrono un panorama di possibilità difficilmente ottenibile in un altro modo.

Oltre allo studio principale di Brescia, abbiamo anche uno studio secondario a Milano in via G.A. Amadeo 57

Stay tuned!

Steve McCurry: grandi ritratti in mostra a Brescia

Il Brescia Photo Festival ha ospitato la mostra Leggere di Steve McCurry

Durante il Brescia Photo Festival ho avuto l’opportunità di visitare al Museo Santa Giulia le mostre Leggere di Steve McCurry e Magnum la Première Fois.
Qui racconterò della mia esperienza all’esposizione del grande fotografo americano, lasciando ad un altro post il resoconto delle sensazioni nate guardando le foto della mostra Magnum.

La Locandina del Brescia Photo Festival

 

L’allestimento

Confesso che ho aspettato gli ultimi giorni per vedere la mostra di McCurry: i feedback che mi arrivavano da amici e parenti erano entusiastici, un po’ meno quelli dei colleghi fotografi. La prima cosa che mi ha colpito molto positivamente è stato l’allestimento (progettato da Peter Bottazzi e realizzato da Krea Allestimenti): sobrio ed elegante, con alcune frasi e citazioni riguardanti la lettura scelti da Roberto Cotroneo e stampati su supporti che sembravano pagine di libri: un’idea visivamente molto coinvolgente.

Una sala della mostra (©Krea Allestimenti)

La mostra

Le foto della mostra (tante, non le ho contate, ma è una mostra che non ti lascia la sensazione di essere messa insieme con qualche opera raffazzonata) sono esteticamente ineccepibili, alcune meravigliose. D’altronde è quello che ci si aspetta da uno dei migliori fotografi viventi al mondo, ormai conosciuto a livello planetario come una rockstar. Personalmente in mezzo a tanta perfezione estetica mi è mancata un po’ di anima: mi spiego meglio… Si vedeva secondo me che questa è una mostra d’archivio, pescando nella colossale memoria analogica e digitale di McCurry e creando ex-post una mostra con un fil rouge legato alla lettura. Diversi secondo me i progetti che nascono da una reale necessità dell’artista e non da uno studio di marketing fatto per valorizzare un archivio fotografico.

In mostra anche quel ritratto meraviglioso fatto all’ “altra ragazza afghana”, non Sharbat Gula per intenderci, quella della copertina di National Geographic e che è diventata un’icona del fotogiornalismo. Intendo la foto scattata a Peshawar nel 2002 Afghan girl with green shawl: un ritratto di una bellezza e poesia da rapire il fiato

Afghan girl with green shawl © Steve McCurry

 

Eccesso di Photoshop? Le critiche a McCurry

Ero curioso anche di vedere McCurry all’opera dopo le numerose critiche per i grossolani fotoritocchi ad una sua foto cubana in mostra a Torino nel 2016 e che costarono il posto ad un suo dipendente che venne incolpato dell’errore. All’epoca si alzarono violenti gli scudi di chi riteneva inammissibile ritoccare una foto documentaristica in mostra, al chè McCurry spiazzò tutti dicendo che non si considerava (più?) un fotogiornalista, ma un artista. Quindi criticabile dal punto di vista professionale per un ritocco mal riuscito, meno invece dal punto di vista etico.

Ho sempre avuto allergia per i pasdaran da salotto, quelli che amano fare sofismi con un bicchiere di bollicine in mano ad un’inaugurazione. E il bel video a supporto della mostra mi ha rincuorato. Si tratta di un documentario di circa 15′ che ripercorre gli esordi della carriera di Steve McCurry. E che ricorda a tutti che il buon Steve fu l’unico giornalista occidentale ad entrare in Afghanistan dal confine pakistano, prima dell’invasione russa, travestito da contadino. Dopo aver nascosto nei vestiti i rullini riuscì a farli pubblicare dal New York Times e Time e vinse la Robert Capa Gold Metal.

 

Il mondo secondo Steve

Poi da bravo americano McCurry ha sempre bilanciato la propria aspirazione e passione per la fotografia con la vendibilità di un prodotto e con l’andare del tempo è diventato una istituzione, perdendo forse un po’ di spontaneità. Ho letto anche il libro intervista che ha fatto con Gianni Riotta, Il mondo di Steve McCurry e anche qui ho trovato numerosi spunti interessanti, aldilà di quelli di cronaca e biografici, soprattutto sul suo modo di approcciare la fotografia. In particolare sentirlo parlare quasi in termini metafisici riguardo alla propria predisposizione d’animo quando si esce a fotografare mi ha fatto molto riflettere. Effettivamente, me ne rendo conto anch’io, le cose non accadono per caso quando sei in strada a fotografare. Dipende tutto da come stai tu, dal tuo stato d’animo, da quanto sei aperto e pronto ad accogliere le meravigliose coincidenze della vita, gli attimi che passano e cercano qualcuno pronto a vederli (e a coglierli). Questa verità che può apparire banale è invece di grande profondità e dà un senso diverso alle cose. Lo stesso McCurry dice nel libro che i suoi numerosi viaggi in Oriente lo hanno profondamente influenzato a livello spirituale. Personalmente credo che questa continua tensione tra il suo essere un’istituzione e un’icona forse un po’ ingombrante contrapposta alla sua profonda spiritualità orientale lo rendano un grande fotografo contemporaneo.

 

 

Link:

Brescia Photo Festival Mostra Leggere di Steve McCurry

Le critiche a McCurry

Il Mondo di Steve McCurry

Mostra al Brescia Photo Festival

Una mia mostra al Brescia Photo Festival per la Mille Miglia

In occasione della nuova edizione della gara di regolarità per auto storiche Mille Miglia, il curatore del Brescia Photo Festival Renato Corsini mi ha chiesto di realizzare un reportage fotografico su una realtà specifica legata al mondo dei motori: quella relativa alla velocità virtuale. Confesso che me la cavo meglio con la macchina fotografica piuttosto che con il volante o con un joystick: infatti la mia conoscenza relativa al mondo dei video giochi di auto e gare automobilistiche era ferma ai ricordi dell’adolescenza, quando con i compagni dell’Arnaldo ogni tanto, soprattutto durante gli scioperi, si “bruciava” e si faceva una capatina nelle sale giochi di allora,  il mitico Piccadilly all’angolo di via X Giornate (quello  più fighetto, contrapposto a quello della stazione).
Erano luoghi permeati di un’oscura carica trasgressiva, dove le risse erano all’ordine del giorno e dove le “saponette” dell’Arnaldo non erano ben viste.

Da allora non ho praticamente più toccato un computer per giocare ad un videogame: quando ho cominciato ad informarmi sul mondo attuale delle gare automobilistiche elettroniche ho scoperto che le sale giochi tradizionali praticamente non esistono più da anni, soppiantate dalla doppia spinta delle Playstation domestiche e delle sale slot, ben più redditizie per i gestori. Per settimane ho vagato online su siti e forum, per scoprire che i video giochi di auto, se ancora si possono chiamare così, sono una nicchia di un fenomeno vastissimo. Ora parlare di videogames è riduttivo: la parola d’ordine della velocità virtuale è sim racing, con tanto di campionati automobilistici virtuali, live streaming, scuderie ufficiali, televisioni al seguito e fiere dedicate come quella di Nurburg.

Dopo avere frequentato un po’ questo mondo, scoperto che è un mondo molto domestico e non troppo fotogenico (la maggior parte dei driver partecipa ai campionati al proprio pc di casa), aver sbattuto la faccia contro qualche muro confesso che la mia conoscenza dei motori e dei videogames è migliorata solo leggermente.
Per fortuna lungo il percorso ho avuto la fortuna di incontrare due persone, Luca e Davide, che gestiscono due nuovi centri di simulazione di velocità virtuale agli antipodi della provincia bresciana, a Desenzano e Orzivecchi. Grazie a loro ho scoperto che esistono appunto dei saloni specializzati con diverse postazioni dotate di tecnologie avanzatissime che ti consentono di provare l’ebbrezza della guida di una vettura di Formula 1.

 

Fiera dedicata al Sim Racing di Nurburg

Il centro D2D Simulation

Il centro Virtual Racing a Desenzano del Garda

 

Līmĕn un nuovo studio fotografico a Brescia

Una nuova idea di studio: Līmĕn

Nei giorni scorsi abbiamo inaugurato la nostra nuova casa: 5 professionisti dell’immagine, fotografi e videomaker, con storie e background diversi uniscono le forze per creare condivisione e sinergie. Andrea Gilberti, Matteo Giobini, Nicola Lucini, Roberto Ricca e Carlo Tonini.

Cos’è Līmĕn

Dopo un brainstorming di qualche giorno e diverse opzioni sul piatto abbiamo optato per questa parola latina dal significato molto vicino a quello che volevamo comunicare. Dal dizionario latino ecco i diversi significati della parola:

– soglia, uscio, ingresso, entrata
– casa, abitazione
– principio, inizio, esordio
– (in una gara) linea di partenza
– confine, frontiera, limite estremo<a
– sbarra, steccato

In particolare l’idea di un nuovo inizio e di una casa, un’entrata ci hanno convinto a scegliere questo nome.

Chi sono i componenti di Līmĕn

Dopo l’esperienza in via San Zeno 42 a Brescia, chi per alcuni di pochi mesi (come me, Matteo e Nicola) e per altri di diversi anni (Andrea) abbiamo preso la decisione di spostarci in questo nuovo spazio in via Privata de Vitalis 26 bis. La distanza fisica era di poche centinaia di metri dal precedente studio, ma quella mentale era enorme. Qui finalmente potevamo pensare in grande. Alla Gilberti-Ricca e a Wedding Movie nei mesi si sono aggiunti prima Carlo Tonini (videomaker e “uomo del drone”) e poi l’amico fotografo Alberto Mancini. Ecco quindi completa la squadra di Līmĕn

L’inaugurazione dello studio

Giovedì 13 aprile, dopo diversi mesi dal nostro effettivo trasferimento, abbiamo fatto l’inaugurazione coinvolgendo anche i nostri vicini di casa: Nicola Falappi di Studio40 e la sarta Rosa Bussi. E’ stata una serata magica, grazie anche al catering di Armony & Banqueting. Tanti amici, colleghi e clienti sono venuti a trovarci nella nostra nuova casa, hanno visitato anche gli studi di Nicola e Rosa e hanno potuto godere un po’ di fresco sulla nostra fantastica terrazza.
Per l’occasione Matteo, Carlo e Nicola avevano preparato un video di presentazione di ognuno di noi, mentre noi fotografi avevamo stampato delle nostre immagini fatte negli anni appese alle scale di ingresso e sul tavolo sospeso che occupa tutta la lunghezza del nostro studio. Inoltre Andrea e Alberto hanno fatto dei bellissimi ritratti con il loro amato banco ottico, appendendoli poi in delle light box appese in studio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Brescia Photo Festival

Il più grande evento di fotografia a Brescia degli ultimi anni

Alla fine Renato Corsini ce l’ha fatta ad organizzare a Brescia un grande Festival di fotografia internazionale. E’ riuscito dove molti  avevano provato, pur con ottimi risultati e grandi meriti, si pensi alle Biennali di Ken Damy. Corsini, coadiuvato da Brescia Musei e dall’amministrazione ha organizzato finalmente un festival  di respiro in una città come Brescia che pullula di gallerie d’arte, collezionisti e fotografi. Mettendo insieme istituzioni, Macof e approfittando delle immediata dipsonibilità di una mostra dell’agenzia Magnum (la più prestigiosa al mondo) è stata organizzata in grande fretta la prima edizione del Brescia Photo festival. E tutti in città, compresi gli inevitabili critici e “haters”, sperano che questo appuntamento diventi fisso: è troppo eccitante vedere la città pulsare di fotografia come in questo 7 marzo, data dell’inaugurazione.

La mostra di Uliano Lucas

Tralasciando per una prossima visita le mostre al Museo santa Giulia (la prima mondiale di “Leggere” di Steve McCurry e le mostre dell’agenzia Magnum) io sono andato al Macof a vedere la corposa retrospettiva su Uliano Lucas, un fotoreportagista di carattere, uno di quei mostri sacri che sono il pane di Renato Corsini gallerista. Molto belle le serie sul lavoro, sulle tensioni sociali degli anni ’70 e sulle prime ondate di immagrazione in Europa.
Immagini analogiche che hanno il pregio di documentare grandi trasformazioni sociali: a guardarle oggi, a distanza di 40 anni, sembra che siano passate ere geologiche. In realtà basta cambiare i nomi e le logiche sono sempre quelle: i poveri si spostano sempre verso il benessere e la modernità, incantati dalle sirene di un consumismo che sembra alla portata. E allora il pranzo domenicale degli immigrati meridionali degli anni ’70, particolarmente ricco e abbondante come a scacciare i fantasmi recenti della miseria, diventa la metafora di tanti immigrati che oggi scavalcano le frontiere della Fortezza Europa, sperando in un avvenire per i propri figli. Tra le tante belle immagini, che rimangono scolpite nell’inconscio, una mi ha veramente colpito: è lo scheletro di un condominio milanese negli anni ’70 con i suoi loculi/appartamenti tutti uguali nel loro tentativo di distinguersi, con i panni stesi e le alfasud parcheggiate nel posto auto. Da brivido…

Caio Mario Garrubba e le altre mostre

Molto interessanti anche le altre mostre ospitate al Macof: gli anni cinesi di Caio Mario Garrubba, un grande affresco sulla Cina Maoista quando questa non andava così di moda come oggi. Basti dire che Garrubba fu il secondo fotografo occidentale ad entrare nella Cina Moista dopo Cartier-Bresson.
L’attrice bresciana Camilla Filippi in Psychedelic Breakfast gioca con la sua molteplice personalistà e interpreta ogni mattina un personaggio diverso, immortalandosi con un autoironico selfie. E in Wunderkammer. La stanza delle meraviglie si può vedere una mostra collettiva di opere fotografiche di artisti contemporanei italiani, composta da stampe di esclusiva manifattura analogica: sperimentazioni e rivisitazioni delle tecniche antiche ed alternative.

Il Macof e la sua collezione permanente di fotografia italiana del Dopoguerra

Senza dimenticare che il Macof ospita duecentocinquanta fotografie di quarantanove fra i maggiori protagonisti della fotografia italian: una corposa testimonianza della storia della fotografia italiana del Secondo novecento. I fotografi in mostra: Paola Agosti, Maria Vittoria Backhaus, Studio Ballo, Marina Ballo Charmet, Gian Paolo Barbieri, Gabriele Basilico, Letizia Battaglia, Carlo Bavagnoli, Sandro Becchetti, Gianni Berengo Gardin, Giovanna Borgese, Giuseppe Bruno, Romano Cagnoni, Lisetta Carmi, Alfa Castaldi, Elisabetta Catalano, Carla Cerati, Francesco Cito, Mario Cresci, Luciano D’Alessandro, Tano D’Amico, Mario De Biasi, Mario Dondero, Franco Fontana, Federico Garolla, Caio Mario Garrubba, Giovanni Gastel, Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Paolo Gioli, Frank Horvat, Mimmo Jodice, Giorgio Lotti, Uliano Lucas, Pepi Merisio, Nino Migliori, Ugo Mulas, Occhiomagico, Carlo Orsi, Giuseppe Palmas, Federico Patellani, Gianni Pezzani, Franco Pinna, Piero Raffaelli, Tazio Secchiaroli, Enzo Sellerio, Gianni Turillazzi, Massimo Vitali.

 

Ecco il sito del Festival

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    Intervista Fotografo di Matrimonio su Prontopro

    La mia esperienza come fotografo di matrimonio Reportage su Prontopro.it

    Sono veramente felice e onorato di essere stato contatatto da prontopro.it per un’intervista sulla mia esperienza come fotografo di matrimoni. L’intervista è stata condotta dal redattore di Prontopro Fabio Lanzafame, per chi volesse leggerla integralmente ecco il link www.prontopro.it/blog/il-wedding-reportage/

    Nell’intervista che appare sul blog parlo riguardo alla mia idea sul Wedding Reportage e sul tocco autoriale che secondo me deve avere la fotografia di matrimonio, soprattutto in un’epoca dove con lo smartphone a portata di mano tutti sono potenzialmente fotografi.

    Infine accenno alle prospettive future della professione di fotografo di matrimonio: io sono ottimista e fiducioso, i clienti sono sempre più esigenti e preparati e questo per me è solo un bene perchè così ci si seleziona a vicenda.
    Non posso non essere fiducioso per il futuro, anche perchè insieme a Andrea Gilberti stiamo per dare il via ad una nuova avventura professionale congiunta nel mondo dei matrimoni… Stay tuned! 🙂

    Contattami per un preventivo:

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    Inaugurazione di Ventunogrammi Brescia

    Il primo giorno del locale Ventunogrammi a Brescia, dove lavorano ragazzi con sindrome di Down

    A fine febbraio ha aperto i battenti Ventunogrammi, il locale bresciano con un’anima unica essendo co-gstito da ragazzi con sindrome di Down (da qui il nome che richiama la Trisomia 21 oltre ad essere il peso in grammi dell’aria secondo la teoria di MacDougall). Il bel progetto è frutto dell’impegno e del lavoro della cooperativa Big Bang di Brescia che raggruppa ragazzi con sindrome di Down e loro familiari. Un progetto meritevole con cui ho avuto la fortuna di entrare in contatto conoscendo Alberto Mariani, uno dei consiglieri della cooperativa. Il lavoro che ho svolto mi ha regalato moltissime emozioni e momenti veramente intensi. Cito solo uno dei numerosi episodi. Ho fotografato uno dei ragazzi che lavora nel locale che salutava un suo amico teen ager con un abbraccio. un gesto banale, ma carico di tutta l’emozione diquel giorno speciale,soprattutto per loro, i ragazzi protagonisti del locale.
    Quando dopo un mese circa sono tornato a fotografare l’arrivo a Ventunogrammi delle Iene, ho incontrato il papà del ragazzo che avevo fotografato all’inaugurazione. Mi ha fatto complimenti sinceri per le foto e mi ha chiesto se potevo mandargliele in alta risoluzione perchè avrebbe voluto farne una stampa ingrandita. Quando poi mi ha fatto vedere che sul suo cellulare come immagine di sfondo aveva la foto dell’abbraccio di suo figlio, mi sono veramente commosso. In quel momento ho avuto chiarissimo a cosa serve la fotografia per come la intendo io: regalare emozioni alle persone che vivono accanto a me per quella frazione di tempo, siano essi sposi, clienti o semplici clienti di un locale. Con le mie immagini voglio stabilire un legame e una conoscenza, magari di un attimo, ma intensa e profonda. Io vivo di queste emozioni, sono ciò che amo del mio lavoro di fotografo e quello che dà un senso a questo mestiere.
    Il lavoro per Ventunogrammi è ovviamente pro bono e non retribuito in modo materiale, ma tutte le volte che ci vado torno a casa veramente arricchito.

    Contattami per un servizio fotografico:

      Corso intermedio fotografia Brescia

      Parte il nuovo corso intermedio di fotografia a Brescia

      Si parte lunedì 18 gennaio 2016, a Brescia: il corso intermedio si articola in 6 serate presso lo studio Whitewall dell’amico e collega Vasilios Valassis.

      La formula dei 2 docenti secondo noi è vincente perchè si ha modo di seguire meglio gli studenti: abbiamo un’idea di corso di fotografia interattiva e dinamica, dove non si sta seduti a prendere appunti sul bloc notes. Grande importanza avrà la componente pratica dove si avrà modo di provare sul campo le proprie potenzialità, toccando con mano i limiti tecnici ad esempio dell’attrezzatura, cercando insieme vie creative per superarli. Come sempre ci sarà l’uscita diurna dove io e Vassi affiancheremo i partecipanti per consigli e chiarimenti.

      Il corso intermedio è la naturale prosecuzione del corso base e infatti approfondisce concetti legati all’esposizione in situazioni critiche, alla composizione (che secondo me vale almeno la metà di una fotografia), alla gestione della luce naturale e artificiale, con un approfondimento sulla post produzione e quello che chiamo il digital enhancement della fotografia. Oggi infatti scattando in digitale nel formato negativo digitale (raw), le foto  necessitano di uno “sviluppo” digitale che viene fatto con software come Lightroom e/o Photoshop, la cosiddetta “camera chiara” (no, non è quella di Barthes, ma consiglio a prescindere di leggere questo meraviglioso libro: La_camera_chiara

      Il fatto di avere uno studio a disposizione ci permette poi di avere un set già pronto che sfrutteremo per un focus sul ritratto con una modella che verrà appositamente per questo modulo.

      Il costo dell’intero corso è  di 99 € e la prima lezione tra l’altro è gratis!

      Richiedi informazioni e il programma del corso intermedio di fotografia a Brescia

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      Alcuni dei partecipanti al corso base di fotografia
      La locandina del corso intermedio di fotografia

      Corso base di fotografia a Brescia per l’associazione Tempo Ritrovato

      Primo corso base di fotografia a Brescia città

      Brescia è sicuramente una città piena di corsi e molto di questi sono corsi di fotografia, alcuni anche molto radicati nella tradizione. Deve aver pensato questo l’associazione brianzola Il Tempo Ritrovato quando mi ha contattato per propormi di tenere il loro primo corso base di fotografia nella città di Brescia. Il primo corso si è tenuto il martedì sera dalle 21 alle 23 nelle aule del Centro Paolo VI di Brescia, suddiviso su 7 lezioni di cui 2 uscite pratiche.  Gli argomenti trattati nel corso sono stati quelli adatti ad un primo approccio col mondo delle reflex e del digitale. Come ormai tradizione sono stato affiancato da Vasilios Valassis, il mio partner per i corsi di fotografia (e non solo!) . Leggi qui il resoconto del primo corso di fotografia fatto con l’amico Vassi presso lo studio Whitewall.
      Dopo una breve introduzione abbiamo trattato la teoria del colore (colori analoghi e complementari), abbiamo visto il funzionamento della reflex e accennato  a concetti come pixel e risoluzione. Il cuore del corso è stata sicuramente la lezione dedicata all’esposizione e alla corretta coppia tempi/diaframmi (anche se sarebbe più corretto parlare di triangolo, vista la presenza degli Iso).

      Con l’aiuto di esempi pratici abbiamo approcciato concetti fondamentali come quello della profondità di campo e delle messa a fuoco, come pure abbiamo spiegato uno di quegli elementi che spesso rovinano una foto: il bilanciamento del bianco. Spazio anche alle regole base della composizione (un aspetto questo che secondo me meriterebbe un corso ad hoc, data la sua importanza), discusse guardando le opere dei grandi maestri dell’obiettivo, da Ansel Adams, Cartier-Bresson, a McCurry.

      La prima delle uscite pratiche l’abbiamo svolta un sabato pomeriggio in centro a Brescia,  schivando lo  shopping prenatalizio. Per i partecipanti al corso si è trattato di un’utile esperienza per mettere in pratica le conoscenze apprese nelle prime lezioni. Al ritorno in aula abbiamo selezionato le immagini e discutendole insieme abbiamo provato a fare un veloce miglioramento in post produzione.
      A breve ci saranno altre novità come il corso Intermedio di fotografia, quindi … Stay tuned! 😀

      Contattami per informazioni

      Se vuoi maggiori informazioni sui miei corsi scrivimi, sarò felice di risponderti
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      Ecco alcune foto scattate durante l’uscita pratica del corso

      Alcuni dei partecipanti al corso base di fotografia
      Cornici naturali
      All’interno del Teatro Grande di Brescia
      L’impugnatura corretta della fotocamera
      Uno dei partecipanti del corso

       

       

      Ferdinando Scianna sulla fotografia di matrimonio

      Il pensiero di Scianna sul reportage di matrimonio

      Scianna ha poi raccontato dei suoi contatti con la fotografia di matrimonio, di alcuni colleghi siciliani che hanno fatto di questa tipologia di fotografia un’arte e di come lui una volta abbia fotografato il matrimonio di una parente per poi sentirsi dire che la sposa avrebbe voluto risposarsi, dato che dalle foto di Scianna non traspariva nulla del matrimonio!

      da sinistra: Massimo Minini – Marco Vallora – Ferdinando Scianna

      Ci sono stati poi dei gustosi siparietti tra Scianna e Massimo Minini che hanno discusso di arte contemporanea e fotografia. L’approccio di Scianna, pur essendo un uomo dalla cultura vastissima, è molto concreto: “le foto belle non servono a nulla. Al massimo ci possono essere delle foto buone che raccontano”. L’approccio di Minini è inevitabilmente più legato alla sua esperienza di gallerista di successo. Minini ha poi ricordato il primo incontro con Scianna, in occasione della mostra sui fotografi italiani che stava curando in quel periodo. L’esordio non fu dei più felici, ma col tempo si può dire che il rapporto migliorò… 🙂

      L’articolo “Scatti proibiti al matrimonio” su La Stampa ed. Nazionale di Marco Vallora

      Personalmente il momento migliore con Ferdinando Scianna e quello che ricordo più volentieri è stato il viaggio di ritorno a Milano in compagnia di Alby Mancini alla guida e di Marco Vallora. Scianna ci ha parlato della Magnum e di come le cose non siano mai scontate e semplici, nemmeno nella più grande agenzia del mondo. Anche qui ci sono rivalità e scontri, anche molto duri, diverse visioni della fotografia e del business; anche se tutti i fotografi Magnum sono accomunati a suo dire da un grande orgoglio e senso di responsabilità per far parte di un’icona vivente

      Prima parte dell’articolo del Corriere della Sera – Brescia
      Seconda parte dell’articolo del Corriere della Sera – Brescia
      Terza parte dell’articolo del Corriere della Sera – Brescia